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22 marzo 2018
Superossido dismutasi da carota: SuperOx-D
  • Data: 22/03/2018
  • Categoria: News ACEF Nutraceutica

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"SuperOx-D sfrutta la SOD contenuta nelle carote per il miglioramento di diverse condizioni correlate allo stress ossidativo, come le malattie infiammatorie."

Attività SOD > 11000 U/grammo kcat ~ 1.000.000.000 (numero di radicali superossido disattivati al secondo)

Il danno cellulare e i ROS

Le principali specie radicaliche dell’ossigeno

Le principali specie radicaliche dell’ossigeno.

Il danno cellulare è indotto dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS). I ROS sono radicali liberi, anioni reattivi contenenti atomi di ossigeno, o molecole contenenti atomi di ossigeno che possono produrre radicali liberi. Esempi sono il radicale idrossile, superossido, perossido di idrogeno, e perossinitrito.

La fonte principale di ROS in vivo è la respirazione aerobica, ma i ROS sono prodotti anche dalla β-ossidazione degli acidi grassi, dal metabolismo dei composti xenobiotici attraverso il citocromo P450, dalla stimolazione della fagocitosi di patogeni o lipopolisaccaridi etc.

Lo stress ossidativo e i ROS sono coinvolti in stati patologici, come:

  • il morbo di Alzheimer;
  • il morbo di Parkinson;
  • il cancro;
  • l’invecchiamento.

Il radicale superossido

Partendo da una molecola di O2 e addizionando un elettrone nell’orbitale esterno si genera il prodotto della riduzione dell’ossigeno: l’anione superossido (O2•-). Viene prodotto durante la fosforilazione ossidativa, da enzimi (xantina ossidasi) e dai leucociti.

A causa della sua tossicità, tutti gli organismi aerobici hanno sviluppato isoforme dell’enzima antagonista: la SOD (Superossido Dismutasi).

La SOD è un enzima molto efficiente che, combinando l’anione superossido con 2H+ e catalizzando la reazione tramite il suo cofattore metallico, lo converte in H2O2 e O2.

L’anione Superossido, se non viene inattivato, può danneggiare lipidi di membrana, proteine e DNA.

Il radicale superossido

Il radicale superossido


La disattivazione del superossido per via enzimatica

Meccanismi di generazione e disattivazione per via enzimatica dell’anione Superossido

Meccanismi di generazione e disattivazione per via enzimatica dell’anione Superossido

In condizioni normali, nel corpo, i ROS vengono inattivati per via enzimatica da superossido dismutasi (SOD), catalasi, o glutatione (GSH) perossidasi.

La SOD è l’enzima chiave che agisce sul radicale Superossido, la specie radicalica più reattiva e dunque più pericolosa.


Enzima SOD

Per arginare gli effetti dannosi dei ROS, la cellula ha evoluto diverse strategie di difesa, che includono sistemi antiossidanti enzimatici e non enzimatici. In particolare, nell’ambito degli enzimi antiossidanti, alcuni svolgono la loro funzione di prevenzione eliminando direttamente i ROS. In tale ambito, la superossido dismutasi rappresenta la prima “linea di difesa”, eliminando l’anione superossido, il ROS originato dalla prima riduzione univalente dell’ossigeno.

Si tratta quindi di un importantissimo antiossidante presente in quasi tutte le cellule esposte all’ossigeno.

La reazione catalizzata dalla SOD è una dismutazione che segue una cinetica di secondo ordine sulla base delle seguenti semireazioni.

reazioni di inattivazione enzimatica dell’anione superossido kcat ~ 1.000.000.000

Reazioni di inattivazione enzimatica dell’anione superossido kcat ~ 1.000.000.000 (numero di anioni superossido disattivati al secondo)

Struttura terziaria dell’enzima Superossido Dismutasi

Struttura terziaria dell’enzima Superossido Dismutasi


Le applicazioni della SOD in campo medico

  • La SOD è da anni utilizzata ad uso medico generale con successo per il trattamento di malattie infiammatorie come la gestione di osteoartrite, lesioni sportive e dell’artrosi articolare del ginocchio.
  • La SOD è stata utilizzata per il trattamento dell’infiammazione dei tessuti molli nei cavalli e nei cani, malattie infiammatorie umane, e infiammazioni croniche della vescica, così come nel trattamento di alcuni tumori.

Le applicazioni in campo integratoristico

  • La SOD è largamente impiegata in integrazione per il miglioramento di diverse condizioni correlate allo stress ossidativo.
  • La SOD può rappresentare un valido aiuto nella protezione del DNA dai danni causati dallo stress ossidativo.
  • È largamente impiegata nei prodotti che supportano i trattamenti antiinfiammatori per varie finalità, dalla protezione dal rischio cardiovascolare alla foto-protezione dai danni UV-indotti.
  • È un efficace supporto per contrastare l’eccesso di produzione di ROS dovuti all’attività sportiva, e può avere azioni immuno-protettive.
  • Sembra inoltre avere un ruolo anche nel miglioramento delle facoltà cognitive e nel controllo dello stress.

Perché abbiamo scelto la carota come fonte di SOD per superox-d

Quantità di SOD estremamente più elevata nella carota

Quantità di SOD nelle Carote 10 volte superiori rispetto al melone

Laboratori Universitari dove sono stati svolti i test di attività Superossido Dismutasica

Laboratori Universitari dove sono stati svolti i test di attività Superossido Dismutasica

Ad oggi l’unica fonte di SOD vegetale conosciuta e sfruttata è il melone.

Studi scientifici effettuati da Phenbiox all’interno dei laboratori Universitari (Dipartimento

di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Università di Bologna) hanno permesso di quantificare la presenza della SOD all’interno di numerose potenziali fonti di origine vegetale.

Tali studi hanno dimostrato che la carota contiene una quantità di SOD estremamente più

elevata rispetto alle altre fonti vegetali analizzate, addirittura 10 volte superiori rispetto al melone.


Superox-d non è efficace solo nei confronti dell’anione superossido

Superox-D agisce in modo specifico sul radicale superossido per via enzimatica, ma anche su altre forme radicaliche che si generano a monte e a valle tramite meccanismi di quenching estremamente efficienti.

Studi di cinetica di abbattimento di radicali standard sono stati effettuati al fine di verificare l’efficacia del fitocomplesso Superox-D da carota nei confronti di specie diverse dall’anione Superossido.

Verifica dell’efficacia del fitocomplesso Superox-D da carota

Verifica dell’efficacia del fitocomplesso Superox-D da carota


Metodo del DPPH

Struttura molecolare del radicale

Struttura molecolare del radicale

Il monitoraggio del potere antiradicalico è stato eseguito utilizzando il metodo del DPPH. Il campione viene messo a contatto con un radicale libero (1, 1-diphenyl-2-picryl-hydrazil) e viene monitorata, grazie a una variazione di colore rispetto a un campione di controllo, la capacità del fitocomplesso di neutralizzarlo.

 

SuperOx-D possiede un’elevata attività antiradicalica legata a meccanismi di quenching:

 

  • 16 volte più antiradicalico rispetto al Melone
  • 37 volte più antiradicalico rispetto alla SOD da Melone

Potere antiradicalico (metodo del DPPH) di: Carota, Melone, SOD commerciale da Melone

Potere antiradicalico (metodo del DPPH) di: Carota, Melone, SOD commerciale da Melone


Caratteristiche tecniche

Nome commerciale Superox-D
Aspetto Polvere
Dimensione della polvere < 500 micrometri
Solido di supporto Farina di riso
Ingredienti carota (Daucus carota), Riso (Oryza sativa)
Dosaggio giornaliero consigliato 20 – 50 mg/giorno

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